giovedì 21 aprile 2016

Living: Mirror

Gli specchi farebbero bene a riflettere prima di rimandarci la nostra immagine.






 Dammi le tue mani per l'inquietudine Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine Dammi le tue mani perch'io venga salvato. Quando le prendo nella mia povera stretta Di palmo e di paura di turbamento e fretta Quando le prendo come neve disfatta Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita. Potrai mai sapere ciò che mi trapassa Ciò che mi sconvolge e che m'invade Potrai mai sapere ciò che mi trafigge E che ho tradito col mio trasalire. Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo Questo muto parlare dei sensi animali Senza bocca e senz'occhi specchio senza immagine Questo fremito d'amore che non dice parole Potrai mai sapere ciò che le dita pensano D'una preda tra esse per un istante tenuta Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio Un lampo avrà d'insaputo saputo. Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi Taccia il mondo per un attimo almeno Dammi le tue mani ché la mia anima vi s'addormenti Ché la mia anima vi s'addormenti per l'eternità.







“Chi vede correttamente la figura umana? Il fotografo, lo specchio, o il pittore?”